
Giorni fa ho pubblicato un articolo con tutte le informazioni su questo libro, quindi vi metterò solamente la trama. Se volete, andate a recuperarlo sulla barra di ricerca.
TRAMA:
Gleb Sokolov , spietato boss della Mafia Russa, la personificazione della crudeltà.
Mio padre mi ha appena venduta a lui, per estinguere un debito. Ma c’è qualcosa che Gleb non sa, e farò di tutto perché non lo scopra.
Eva Petrenko, irriverente, sfacciata, un problema con la P maiuscola.
Lei mi appartiene, anche se si rifiuta di crederlo. Mi odia, ma andrei fino in capo al mondo pur di proteggerla. Suo padre non è l’unico ad avere dei debiti… e i miei li dovrò pagare con il mio stesso sangue.
Sebbene si legga un libro con gli occhi, la vibrazione più intensa è tra le scapole. Quel piccolo brivido dietro la schiena, dove un tempo erano le nostre ali, è la più alta forma di emozione che si possa provare durante la lettura.

Eccomi ritornata Readers!
Perdonatemi ma tra gli esami e altre faccende, non ho avuto molto tempo per dedicarmi a scrivere la recensione. Ma ora sono più libera, e tornerò a pubblicare più frequentemente. Nei prossimi giorni aspettatevi altre recensioni.
Vorrei ringraziare la Queen Edizioni sia per la collaborazione, sia per avermi dato il loro benestare per pubblicare la recensione. Mi sta piacendo come casa editrice, e spero che anche in futuro riusciremo a collaborare al meglio.
Eva è una ragazza come tante, ma una sera ha la spiacevole sfortuna di fare un incontro alquanto singolare con uno sconosciuto.
Chi ti ha mandata a curiosare?» Il suo inglese è buono, ma posso sentire un’intonazione familiare. «È stato Vadim Rayt?» aggiunge. «Non mi ha mandata nessuno» sbotto in russo. «Sto dicendo la verità.»
Lo sconosciuto in questione è Gleb, un uomo crudele e dispotico, e anche piuttosto pericoloso. Eva capisce subito che l’uomo davanti a lei è tutto fuorché una brava persona, deve restare al gioco, ne vale della sua vita. Non sono ammessi passi falsi.
Un’idea mi attraversa la mente. Ecco come posso districarmi da questa situazione. «Sono una prostituta» dico con voce seducente. Non riesco a credere alle parole che sono uscite dalla mia bocca. Non sono mai stata così sfacciata, mai. Ma situazioni disperate richiedono misure disperate.
Arrivati al primo capitolo, la storia verrà catapultata due anni dopo dal loro fatidico primo incontro. Ma Eva non sa che il padre, per via dei suoi debiti, deve restituire al suo allibratore una cifra esorbitante. Indovinate a chi? Eh già, proprio a Gleb.
«Questa è mia figlia. Ventitré anni. Posso vendergliela per un anno: lavorerebbe senza percepire lo stipendio, che andrebbe direttamente a colmare i miei pagamenti. Dovremmo aver risolto tutto, per allora.»
L’uomo ha un lampo di genio. Perché restituire il denaro, quando ha una figlia, bella e giovane? Cederà Eva allo strozzino, e per un anno lui la farà lavorare come cameriera nel suo locale. In modo da riuscire a trovare il denaro sufficiente entro lo scadere del tempo.
“Ho cercato quella ragazza in tutti i posti dove, di solito, si aggirano le prostitute. Sembrava che lei fosse scomparsa dalla faccia della terra. Mi piacerebbe vederla di nuovo, realizzo. È più giovane di me di quasi vent’anni, ma c’era qualcosa di speciale in lei.”
Come la prenderà Eva? E tra i due, cosa accadrà?
Anche se la mia recensione sarà negativa, ho apprezzato davvero molto, tutto il lavoro di editing che c’è stato dietro. Dalla copertina, alla traduzione del romanzo. Però devo essere onesta, il libro non mi è piaciuto e adesso vi andrò ad elencare tutte le motivazioni e vi darò anche il mio parere personale.
Ho riscontrato dei problemi già dal Prologo. Lei classica ragazza che puntualmente si ritrova al posto sbagliato e nel momento sbagliato, lui che appena entra nella stanza, nemmeno fa in tempo a chiudere la porta che subito la prende a mal parole. Una situazione a dir poco inverosimile, insulti gratuiti che vengono tirati fuori come se fossero del tutto normali, e come se non bastasse, lei dopo due secondi che l’ha visto subito è un “O mio dio cosa mi succede, non mi sono mai sentita così”, mentre lui “Sei mia … appartieni a me” ecc… A mio parere è una scena forzata, che l’autrice ha scritto per introdurre il fatto successivo, però ahimè sempre forzata è. Non può nemmeno definirsi come la “Sindrome di Stoccolma”, perché la situazione è totalmente diversa e non rientra in questo caso. Purtroppo non andrà meglio. Anche la questione di mettere in “vendita” la figlia, come se fosse una cosa che accade tutti i giorni, mi ha lasciata un tantino interdetta. La situazione poteva essere sviluppata in altro modo, ma leggere di un padre che tratta la propria figlia come se fosse un sacco di iuta e poi ciliegina sulla torta se ne esce con frasi del genere «Tu sarai sempre la mia principessa, piccola mia», capite anche voi che c’è qualcosa che non quadra. Non è stata sviluppata nel migliore dei modi la storia tra i due personaggi, alcune vicende sono poco chiare e il personaggio di Gleb non rispecchia per niente il classico mafioso che si legge solitamente nei romanzi. L’autrice ha del potenziale, ma è troppo dispersiva in certi punti. Sicuramente la lettura è scorrevole, di questo devo darle atto, però dovrebbe stare attenta quando va a descrivere le scene, per renderle in qualche modo più realistiche e non fantascientifiche. Confido nelle sue potenzialità e spero che con il prossimo libro, riuscirà a sorprendermi.
Concludo qui la recensione, come sempre vi lascerò in basso il link per l’acquisto.
Che dire, spero che la recensione vi sia piaciuta cari lettori!
Hasta Luego! ❤


