Recensione IL NOME DEL VENTO

Titolo: IL NOME DEL VENTO (Le Cronache dell’Assassino del Re Vol.1)

Autore: PATRICK ROTHFUSS

Data di uscita: 26 Novembre 2019

Genere: Fantasy

Casa editrice: Oscar Vault Mondadori

Pagine: 1023

TRAMA:

“Ero distante solo due dozzine di piedi, lo vedevo perfettamente nella luce del tramonto. La sua spada era pallida ed elegante, tagliava l’aria con un suono freddo. La sua bellezza quella perfetta della porcellana. Era un Chandrian, un distruttore, e aveva appena massacrato la mia famiglia.” Per ritrovare quella mostruosa creatura e vendicare la sua famiglia, Kvothe è pronto a tutto. Costretto ad affrontare la fame e qualsiasi tipo di pericolo, il ragazzo sente crescere dentro di sé un potere magico che lo porterà all’Accademia, una spietata scuola di magia in cui nessun errore è permesso. Ma chi resiste ai duri anni dell’apprendistato poi sarà in grado, forse, di affrontare i propri spietati nemici e gli incubi peggiori. E Kvothe ora è pronto a vendicare il popolo nomade di attori con cui è cresciuto, massacrati insieme ai genitori dai demoni Chandrian, è pronto a diventare quello che sarà: potente mago, abile ladro, maestro di musica e spietato assassino, l’eroe che ha ispirato migliaia di leggende.

Il Nome del Vento, il primo volume della trilogia “Le Cronache dell’Assassino del Re”, è stato pubblicato nel 2007 negli Stati Uniti e, nello stesso anno, ha vinto il Quill Award per il miglior libro fantasy, consacrando Rothfuss tra i maestri contemporanei del genere.

“Ogni lettore esiste per assicurare a un certo libro una piccola immortalità. La lettura è, in tal senso, un rito di rinascita.”

Alberto Manguel

Benvenuti e Bentornati sul mio blog.

La recensione di oggi parlerà di un romanzo davvero sensazionale. Grazie alla Oscar Vault Mondadori, è stato riportato sui nostri scaffali, la versione del decennale: Il Nome Del Vento. Questo volume oltre ad essere stupendo, contiene all’interno delle illustrazioni che vi accompagneranno durate la lettura.

Andiamo a scoprire qualcosa sull’autore:

Chi è Patrick Rothfuss?

Patrick Rothfuss è nato nel Wisconsin nel 1973. Ha studiato ingegneria chimica all’università di Stevens Point (Wisconsin) frequentando innumerevoli corsi e laureandosi, alla fine, in letteratura. Rothfuss è stato insignito, negli anni, del Quill Award, del David Gemmell Legend Award, del German Fantasy Prize e del prestigioso Premio Locus al miglior romanzo di Fantasy. I primi due romanzi delle Cronache dell’assassino del re sono pubblicati da Mondadori.

L’autore: PATRICK ROTHFUSS

La storia ha inizio in una locanda, dove il miglior passatempo oltre a mangiare e bere, è raccontare delle storie. Quelle che vengono narrate costantemente, riguardano un personaggio tanto temuto quanto rispettato; una vera e propria leggenda.

Il suo nome è Kvothe il Senzasangue.

Nella locanda lavora Kote, un giovane uomo sui venticinque anni. Arrivato nella sperduta cittadina all’incirca un anno prima; ora la sua locanda è uno dei luoghi più frequentati dai cittadini. Kote si prende cura di loro, aiutato dal suo fedele amico Bast.

“L’uomo aveva capelli di color rosso vivo, come fiamma. I suoi occhi erano scuri e distanti, e lui si muoveva con la sottile certezza che proviene dal conoscere molte cose.”

Nessuno però è a conoscenza di chi sia realmente Kote. Solamente Bast, conosce la sua vera identità, agli occhi degli altri appare come un semplice locandiere.

Ma tutto è destinato a cambiare.

“Sguainò la spada senza gesti eclatanti. Essa rilucette di un fosco bianco cinereo nella luce autunnale della sala. Aveva l’aspetto di una lama nuova. Non era né scheggiata né arrugginita. Non c’erano evidenti graffi che corressero lungo il suo fianco grigio opaco. Ma sebbene fosse immacolata, era vecchia. E per quanto fosse ovviamente una spada, non aveva una forma familiare. Perlomeno nessuno in questa cittadina l’avrebbe trovata tale.”

Un giorno alla Pietra Miliare si presenta un uomo. Giunto nel luogo per uno scopo ben preciso. Il signore infatti è un “Cronista”, colui che racconta le vicende dei personaggi più illustri, tra cui Re e Regine. Appena posa lo sguardo su Kote, sa benissimo che è colui che stava cercando.

La porta si aprì e il rumore si riversò all’interno della Pietra Miliare come un’onda gentile. Era uno dei viaggiatori ben vestiti. Ondeggiava leggermente. «Tu sei Kvothe.»

Il Cronista vuole narrare la storia di Kvothe, ma l’uomo che si trova d’avanti, non vuole sentir ragioni. Il passato è passato, mentre il presente gli permette di vivere una vita tranquilla in totale riservatezza.

Kvothe rappresenta il passato, Kote il futuro.

«Non lo capisci, vero?» Kote scosse il capo, diviso fra divertimento ed esasperazione. «Qui sta il punto cardine. La gente non viene a cercarti quando sei morto. I vecchi nemici non cercano di regolare i conti. La gente non viene a chiederti delle storie» disse in tono acido.

Kvothe alla fine decide di assecondare il volere del Cronista. Avrà la sua storia, ma ci saranno delle regole. Gli racconterà l’assoluta verità, però dovrà scrivere la biografia in tre giorni. Questo è l’ultimatum.

Il Cronista non può che accettare le sue ragioni se vuole narrare le vicende del celeberrimo Kvothe. Molte sono le leggende e i miti in cui vengono descritte le sue gesta eroiche, ma nessuno ha mai avuto l’opportunità di poterle ascoltare dal protagonista in persona.

Esperienza più unica che mai.

«Lo farò come si deve o non lo farò per niente» ribatté il locandiere semplicemente. «Questa è la mia offerta. Tre giorni in cambio della mia storia.» Cronista chiuse gli occhi e si passò una mano sulla faccia. Il Conte sarebbe stato furioso, naturalmente. Chissà cosa gli ci sarebbe voluto per rientrare nelle sue grazie. Tuttavia, non gli ci volle molto per decidere. «Se è il solo modo in cui posso ottenerlo, accetto.»

Ecco come ha avuto inizio, la storia di Kvothe Il Senzasangue.

Sono davvero entusiasta di poter scrivere questa recensione. TUTTI, e dico proprio TUTTI, dovrebbero leggere almeno una volta questo libro. Rothfuss ha un modo di scrivere che ti cattura e ti fa immergere nella storia. Penso che Il Nome del Vento, sia diventato uno dei miei Fantasy preferiti in assoluto. Non c’è nulla che mi sia sembrato fuori tono, la storia ha senso e scorre molto velocemente, nonostante la mole dell’intero volume. Personalmente considero Patrick Rothfuss come il Dan Brown della letteratura Fantasy. È riuscito a introdurre molteplici materie, infatti si tratteranno argomenti fondamentali e interessanti come: la matematica, chimica, storia (seppur non quella che intendiamo noi oggi), alchimia, poesia e la musica. Quest’ultima avrà un posto in rilievo, non solo per il protagonista, ma si insinuerà anche dentro di voi. La bravura dell’autore sta nel farti provare varie sensazioni, ed è proprio quello che fa Rothfuss. Descrive le sensazioni. Ti fa sentire parte del protagonista, come se in realtà fossimo noi a raccontare la storia e a viverla in prima persona. L’accuratezza del volume, per quanto riguarda la copertina è evidente, nulla in confronto alle bellissime illustrazioni al suo interno che vi permetteranno di capire in modo nettamente approfondito la storia e di vedere con i vostri occhi cosa sta realmente accadendo. Sarà un’esplosione di sensazioni magnifiche, che vi accompagneranno per tutta la durata del viaggio che farete durante il corso della lettura.

Foto di una delle illustrazioni presenti nel volume

Altra peculiarità sta nella narrazione. Saranno alternate le parti del presente, e del passato, e differenti saranno i punti di vista. La parte del presente come in quasi tutti i fantasy, è stata scritta con l’utilizzo della terza persona, mentre per quelle parti che riguarderanno il passato, saranno raccontate in prima persona, dalla voce del protagonista che prenderà in mano le redini del narratore. Sembrerà di essere lì a sentire quello che ha da dire, altre vi sembrerà di essere voi stessi Kvothe. Devo dire che ho apprezzato questo tipo di stile, che seppur diverso, anche se non così fuori dal comune, mi ha permesso di poter apprezzare con ardore ogni singolo momento. I capitoli svolti all’interno della locanda, danno modo al lettore di potersi distaccare quel tanto che basta, per metabolizzare l’intero racconto, e per apprendere le parole e i sentimenti che ha provato il protagonista nel raccontarcele.

Mappa dei Quattro angoli della Civiltà

L’ambientazione cambierà in base al racconto. Principalmente questo primo volume si concentrerà all’interno dell’Accademia per Alchimisti e nella vicina città di Imre. Posti in cui si troverà il nostro giovane protagonista Kvothe.

Passiamo alla caratterizzazione dei personaggi. Ne compaiono veramente tanti, quindi è impossibile focalizzarsi su tutti. Quello meglio strutturato, ovviamente è Kvothe, seguiamo le sue vicende da quando era un bambino di 12 anni, fino a quando non entrerà a 15 nell’accademia. Come capirete, Kvothe è un ragazzo prodigio. Eccelle in qualsiasi cosa si cimenti, che sia lo studio, la recitazione fino ad arrivare alla musica. Non si separa mai dal suo liuto, fedele compagno di vita. Lo considera come se fosse una persona vera e propria, avente un’anima tutta sua. La musica ha un ruolo molto importante per il protagonista. Non poter suonare lo mette in agitazione, ne ha bisogno tanto quanto l’aria che respira; e sentirlo suonare è qualcosa di unico. Altri personaggi che sto amando alla follia sono gli amici che Kvothe si farà all’accademia. Adoro Wilem e Simmon, i loro caratteri sono totalmente diversi, ma insieme formano un trio invincibile. Simmon è un personaggio tranquillo e pacato, alle volte sembra avere la testa tra le nuvole, ma in realtà è davvero intelligente. Wilem è più ribelle e spiritoso, ha sempre la battuta pronta e sbaglia almeno 9 volte su 10 un vocabolo, non lasciatevi ingannare anche lui in quanto a intelligenza è pari agli altri due. Altro personaggio molto interessante dentro l’accademia è Fela. Sveglia, acculturata, dolce e forte quando serve. Diventerà una delle amiche strette di Kvothe, insieme a Mola una studentessa di medica. Una che non sono riuscita bene a inquadrare è Denna, non so cosa pensare di lei. Credo che sia una dei personaggi più particolari di Rothfuss. Appare dolce, ma spinosa, forte ma debole, un vero e proprio mistero. Altre figure femminili che ho adorato sono: Auri e Devi. Come in ogni romanzo Kvothe, ha bisogno di un antagonista per eccellenza. Ruolo ricoperto da Ambrose, un pomposo riccone che cercherà in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote. Un altro dei miei personaggi preferiti è il Magister Elondin, uno dei maestri, totalmente fuori di testa.

Per ultima la copertina. Come ho detto nell’introduzione, un grazie va alla Oscar Vault che ci sta facendo impazzire di gioia, con i loro lavori di grafica. La Copertina è meravigliosa, si vedono: il liuto rotto, mentre nello sfondo si può notare il muro con le porte dell’Accademia. Non sono presenti svariati colori, ma l’impatto funziona. Le foglie che vengono portate via dal vento, richiamano il titolo del libro e poi fanno pensare all’autunno, stagione in cui viene ambientato il romanzo.

Chi mi segue da un po’, sa che non metto mai una votazione ai libri. Personalmente non mi piace; a parte su Amazon dove le stelle sono obbligatorie per far si che la recensione venga pubblicata. A questo libro, 5 stelle sono poche. Ve lo consiglio, è una lettura che potrebbe piacere anche a chi non ama questo genere. Un bellissimo capolavoro, non c’è che dire.

PS: Patrick, dico a te. Ti si ama, ma sbrigati a far uscire il terzo volume!!!

Un saluto a tutti i lettori ❤

Vi lascio in basso, il link per l’acquisto.

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