
Eccoci arrivati al giorno fatidico!
Oggi è l’ultima tappa di questo Blog Tour. Vi andrò ad esprimere le mie opinioni, in merito alla storia che ho potuto leggere in anteprima; grazie all’autrice PAOLA SERRA, che mi ha mandato una copia eBook del suo romanzo, in anteprima.
Ma prima di iniziare la recensione, vi riposto la sinossi di Al di là dei tuoi occhi:
Ci sono volte in cui voltarsi indietro fa ancora paura. Ci sono volte in cui vorresti che il passato restasse tale. Quelle in cui ti ritrovi “costretto” a tornare nei luoghi della tua infanzia non sapendo bene cosa aspettarti.
Sono questi i timori che affiggono Noah nel suo viaggio verso casa, nella cittadina selvaggia di Hulett, dopo un’assenza durata ben cinque anni.
È lì che ha lasciato una parte di sé: tra le catene montuose e “presso il grande fiume calmo”, tra le praterie e gli arbusti, tra i ranch e i cavalli, tra nuovi e vecchi amici mai dimenticati. E sarà lì che ritornerà per scoprire cosa nasconde la sua Beck: un’amica, una confidente, la sua metà perfetta.
Un rapporto indissolubile, un’amicizia pura e sincera messa a dura prova da una partenza improvvisa.
Ma come spesso accade nel distacco, molte cose sono cambiate, loro non sono più gli stessi: Rebecca schermata dietro i suoi muri invalicabili e con tanta rabbia da esternare; Noah, con una vita altrove, ritrova ferite che credeva aver metabolizzato.
Riusciranno a ritrovare l’uno negli occhi dell’altra quella complicità smarrita, quella fiducia perduta, quell’anima affine che riusciva a leggergli dentro al primo sguardo?
Riusciranno a riconoscersi accantonando il passato e scrutando il domani con nuove aspettative?
Benvenuti in Wyoming, benvenuti nella loro realtà.
Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi.

Appena ho iniziato la lettura, mi sono ritrovata immersa, quasi nell’immediato, nell’uragano vertiginoso di quella che è la storia di Noah e Rebecca.
Amici di infanzia, divenuti inseparabili nel corso degli anni, fino a quando il piccolo Noah perde la figura paterna. La madre sconvolta, e immersa dal troppo dolore; decide di fare le valige per rifugiarsi nella caotica città newyorkése.
Col passare del tempo, Noah comincia ad abituarsi ai rumori della città, lui che proveniva da un piccolo paesino, stava man mano diventando un cittadino newyorkése; a tutti gli effetti.
I mesi, diventano anni, però Noah si porta un vuoto dentro. Per quanto il college e la sua passione per l’arte, lo rendono desideroso di imparare; sa in cuor suo che non ha mai dimenticato la bambina dagli occhi azzurri come il ghiaccio.
Ma un’improvvisa telefonata, rimetterà le carte in gioco. E Noah, dovrà fare i conti con il passato e tornare in quella cittadina, dove ha lasciato una parte del suo cuore.
“È inevitabile farsi trasportare dai ricordi, mamma. Pensavo alla nostra famiglia prima della morte di papà, alla nostra fattoria e al motivo che ci ha condotti ancora una volta di questa città”
Arrivati nel ranch di Mary e Rebecca, dopo un lungo e tormentoso viaggio; vengono accolti dalla donna in modo caloroso ed ospitale, come se non fossero trascorsi cinque anni dalla loro partenza.
Noah però, non pensava di imbattersi in Rebecca, proprio sulla rampa delle scale. Scrutandola, nota subito che i tratti della bambina che ricordava; sono svaniti. Di fronte a lui c’era una giovane donna che a sua volta lo scrutava con aria astiosa.
“La ragazza che lo scrutava dall’alto delle scale, iniziò una discesa che sembrò ai suoi occhi lunga e cadenzata e dopo averlo raggiunto, senza scomporsi più di tanto o mutare atteggiamento, rispose seccamente…”
La vita non era stata per nulla dolce con Rebecca. Un padre senza alcun senso del dovere; il quale era svanito senza guardarsi indietro; diventando così solo un ricordo sbiadito. Un amico che le era stato portato via, ma anche lui in poco tempo aveva chiuso tutte le le porte, lasciandola chiusa fuori e completamente sola.
Fatti che l’hanno costretta a chiudere il mondo fuori. La madre aveva provato di tutto per spronarla a tornare quella di prima, ma oramai Beck voleva essere lasciata in pace. Attaccava con le parole, prima che qualcuno potesse in qualche modo ferirla.
Il cinismo e la rabbia, erano diventate le sue emozioni basilari. L’unica persona di cui si fidava ciecamente era Joseph. Un ragazzo del luogo.
“Chi era Joseph Rosemberg in realtà? E perché lei sembrava essergli così legata?
Noah non sa come prenderla. Ogni volta che tenta di avere una conversazione con lei; Beck lo liquida come fa con tutti gli altri. Purtroppo per quanto si sforzi, la ragazza non vuole starlo a sentire. Si sente ferita nell’animo, lui che era il suo rifugio; ora non rappresentava più nulla. Era come un estraneo.
In più, c’è Joseph, sempre intorno a Beck, e questo a Noah non va per niente giù. La paura di essere stato rimpiazzato, gli fa troppo male. Deve riconquistare la sua fiducia. Ma come?
Bene. Arrivati a questo punto sta a voi, cari lettori scoprire il come e soprattutto se ci riuscirà!
Ora passiamo alla mia analisi. La narrazione è in terza persona; oramai sapete ciò che penso a riguardo, quindi su questo punto non ribadirò il mio concetto. Che dire di questo romanzo. Sicuramente se credete che sia una storiella semplice; siete fuori strada. La storia è più complessa e più travagliata di quello che pensiate. Sì; il fattore dell’amicizia c’è, anche quello dell’amore, però dovranno saltare ostali davvero alti per risolvere i loro problemi. Specialmente il personaggio di Rebecca. I suoi atteggiamenti, rispecchiano in modo veritiero la sindrome dell’abbandono. Si chiude in se stessa, diffida di chiunque ed è colma di rabbia. Posso anche capirla, non è semplice affrontare l’abbandono da persone che dicevano di volerti bene, mentre poi non ci pensano due volte a lasciarti andare. E da quello che ho potuto leggere, lei né è rimasta così ferita da costruirsi una barriera intorno. Trovo poi che sia normale, che Beck abbia riposto la sua fiducia su qualcun altro, l’animo umano non è stato creato per rimanere da solo. Brutte esperienze o meno. Joseph è un personaggio strepitoso, direi che tra quelli che ho trovato all’interno del libro, è sicuramente quello che ho apprezzato di più. Leggere per credere. Arriviamo a Noah. Nonostante la giovane età, il suo personaggio ragiona con una mentalità paragonabile ad un’età più avanzata della sua. Rimasto solo con la madre, è dovuto crescere in fretta per sostenerla dopo la loro brutta perdita. Un suo privilegio, è la determinazione. Non si arrende e cercherà con ogni mezzo, di riconquistarsi quella fiducia andata oramai perduta. Ciò che mi ha fatto immedesimare in lui, è l’amore per l’arte. Non tutti forse saprete che sono laureata in storia dell’arte; non solo, il disegno come la fotografia sono le mie due grandi passioni. Ho rivisto molte assonanze con Noah, e questo mi ha fatto un gran piacere.
Spero di avervi incuriosito con la mia recensione!
Paola, devo assolutamente leggere i volumi successivi!! Specie se ce ne sarà uno su Joseph ❤
Alla prossima bella gente ❤



