Dreams & Interviews – LE DIECI DOMANDE ALL’AUTRICE – Jess L.


Cari lettori, visto che è giovedì, oggi vi delizierò con un’altra intervista ad un’autrice emergente.

Tengo molto a questa intervista, perché conosco l’autrice in questione. In questi mesi, abbiamo legato molto, e nonostante non ci siamo mai incontrate di persona, oramai è diventata una delle mie più carissime amiche. Ti ringrazio amica, per aver partecipato a questa mia piccola iniziativa ❤

Oggi vi farò conoscere Jess L. autrice di: Travolgimi ed Oltre le bugie.

Prima di passare alle domande, andiamo a scoprire qualcosa su di lei:

Chi è Jess L?

Jess L. ha 27 anni, è di Torino, oltre a scrivere, ha una passione sfegatata per la lettura, infatti legge tantissimo e ha un profilo instagram dove dà un parere a tutto quello che legge; è un’amante di serie TV, di programmi trash e di pizza. Ha una famiglia numerosa e per ritagliarsi il suo spazio crea storie e spera di riuscire a strappare qualche sorriso con quello che scrive.

Ora è il momento cruciale, eccovi quindi le sue risposte! ❤

1) Quando nasce il tuo amore per la scrittura?

Fin da piccola ho sempre tentato di tenere dei diari, ma dopo qualche giorno o settimana, mi annoiava… poi all’età di sedici anni ho letto Twilight ed è diventata una droga, ricordo di aver scoperto la saga quando l’ultimo libro stava per uscire, ho prima divorato tutti i romanzi, poi ho visto il film al cinema e da lì in poi… non lo so, sentivo mancasse qualcosa e ho scoperto il mondo della fanfiction; dopo averne lette a quintali ho provato a buttarmi perché sentivo di dover tirare fuori anche le mie d’idee e da lì non ho mai smesso, anche se sono arrivata a pubblicare i miei romanzi solo un anno fa.

2) In genere, qual è il tuo posto preferito mentre scrivi?

Non possiedo un computer portatile, quindi per forza di cose tutto quello che scrivo avviene in camera mia, incollata alla scrivania attraverso il mio caro pc fisso. Ma devo dire che non è tanto il posto ma il momento che fa la differenza, scrivere di notte mi rilassa, c’è silenzio e tranquillità e le mie idee riescono ad andare a briglia sciolta.

3) Durante la scrittura riesci a concentrarti più con il rumore, oppure ci deve essere assoluto silenzio?

Il rumore non mi dispiace. So che è una contraddizione confronto a quello che ho detto nella risposta precedente, ma in realtà ho bisogno del silenzio solo se sto cercando d’incastrare determinate scene, o se ancora non ho ben chiaro il quadro generale della storia… se no potrei trovarmi anche in una discoteca e potrei scrivere tranquillamente. C’è da dire che a volte non importa il luogo, con chi sono o cosa sto facendo, se una scena, delle frasi, o dei personaggi mi passano per la mente, devo fermarmi e appuntarmi qualcosa. Quando la scrittura chiama, bisogna solo rispondere.

4) Qual è il genere che prediligi scrivere? E perché?

Ammetto che mi piacerebbe variare, ci ho anche provato negli anni ma altri generi all’infuori del romance non fanno per me. Questo genere è come una coperta che ti tiene al caldo, che ti fa sentire a casa, dove sai di poterti esprimere. Sono una persona che non riesce a parlare di cose che non conosce o di cui non ne sa abbastanza, quindi il genere rosa è un po’ il mio porto sicuro.

5) Cosa rappresenta per te la scrittura?

Inizialmente pensavo fosse un semplice hobby, col tempo ho scoperto e capito, che è un mezzo per esprimermi, per sognare, per staccare la spina… per stare bene. Passo periodi in cui non scrivo nemmeno una parola, ma quando poi l’idea giusta arriva, è come se non avessi mai smesso, è come se fosse la cosa giusta, un qualcosa che mi completa.

6) Preferisci scrivere in prima o in terza persona?

Questa domanda mi ha fatto sorridere… preferisco decisamente la prima persona. Trovo che sia più diretto, che si arrivi meglio al lettore, che sia più semplice entrare ed immedesimarsi nella storia. Con la terza persona sono un po’ in conflitto, perché anche se non amo leggere libri scritti in questo modo, mi piacerebbe comunque saperlo approcciare, ma proprio non ci riesco.

7) Come decidi l’ambientazione del tuo romanzo? Inoltre come imposti i nomi e il carattere dei tuoi personaggi? Ti ispiri a persone reali o è tutto il frutto della tua immaginazione?

Sarebbe troppo semplice dire che viene tutto da sé, magari! L’ambientazione devo ammettere che preferisco la scelga e la immagini il lettore, cerco di essere il più vaga possibile, faccio giusto capire se si tratta dell’Italia o di un posto estero. Per quanto riguarda i nomi… ogni volta divento pazza, ma finché non trovo quello che risuona bene nella mia testa, non mi decido. E se doveste parlare con la mia migliore amica, sappiate che per lei faccio sempre le scelte sbagliate, ma dettagli. Per il carattere è tutto un altro discorso… amo leggere, leggo anche troppo, e tra l’altro dello stesso genere che scrivo, quindi mi è semplice capire cosa non voglio, però mi piace pensare di essere piuttosto realista con le situazioni e la caratterizzazione dei personaggi. In ognuno c’è qualcosa di me, in altri qualcosina di meno, ma è facile far uscire parti di persone che conosco, ma lo è altrettanto dare voce a caratterizzazioni che sono solo nella mia testa, senza associarlo o prendendo spunto da qualcuno. Sembra un casino, ma vi assicuro che non lo è, anche perché ogni personaggio dopo poco prende vita, facendomi capire cosa vuole e come, quindi il carattere si forma da sé. A parer mio il carattere di un personaggio è la parte più facile, è tutto il resto che bisogna pensarlo ben bene.

8) Per quanto riguarda i personaggi, qual è quello che ti rappresenta particolarmente?

A primo impatto mi verrebbe da dire Elise (la protagonista di Travolgimi), ma di per sé direi una cavolata. Sono molto legata a quella storia, l’ho scritta dieci anni fa e ci ho infilato tante vicissitudini che mi sono accadute realmente, ma rileggendo il tutto mi sono resa conto di non essere più quella ragazzina… quando ho scritto Oltre le bugie credevo di aver messo molto di me nella protagonista, Claire, ma a stesura finita mi sono resa conto che il personaggio che m’identifica meglio è Oliver, ovvero il suo migliore amico e che si è fatto strada imponendomi di scrivere un romanzo su di lui. Infatti Oliver è il protagonista del mio nuovo romanzo, Serendipità, e posso assicurarvi che mi sta facendo sudare sette camice.

9) Hai mai pensato di pubblicare una storia su Wattpad? Se lo hai già fatto, spiegami il motivo della tua scelta.

Sì, ci ho pensato e alcuni capitoli dei miei romanzi sono anche lì, ma di per sé non riesco più a vedermi in quel mondo. Mi rendo conto che quella piattaforma può aprire tante porte, è anche un modo per farsi conoscere, ma ora come ora mi sembra strano il postare un capitolo ogni tot di tempo. Forse una delle poche cose che mi manca delle fanfiction è avere un confronto veloce con il lettore, che con un romanzo pubblicato non è così immediato. Non so se dipenda dalle differenze che ci sono tra EFP e Wattpad, ma con quest’ultimo non mi sono molto trovata, oltre al fatto che EFP mi rimarrà sempre nel cuore perché grazie a quel sito ho conosciuto persone con cui ho un rapporto ancora tuttora e mi ha regalato molte gioie.

10) Domanda cruciale… cosa pensi del self publishing? Credi sia meglio auto pubblicarsi oppure essere appoggiati da una CE?

Bella domanda… entrambe le scelte portano vantaggi e svantaggi. Io sono un’autrice che si auto pubblica e non ci ho pensato due volte a imbarcarmi in questa scelta e a distanza di quasi un anno e mezzo non mi pento. Pochi giorni dopo l’uscita del mio primo romanzo sono stata contattata da una casa editrice, ma di per sé leggendo il contratto ho visto troppi contro e pochi pro (ma questo probabilmente perché si trattava di una storia che ho esageratamente a cuore e che mi rappresenta molto), quindi ho rifiutato la loro offerta. Non me ne sono mai pentita, ma comunque mi sono chiesta che grandi differenze ci sarebbero potute essere.

Secondo me parlare di case editrici in generale è sbagliato, non tutte fanno lo stesso lavoro, non tutte ti trattano veramente come una persona ma bensì come un mezzo per arrivare a guadagnare e le garanzie non esistono, ma questo vale sia se pubblichi in un modo o nell’altro. Se pubblichi da self, hai sicuramente meno pressioni, visto che il tempo lo gestisci tu non avendo scadenze, ma devi tener conto di essere solo. Sono dell’idea che se vuoi fare le cose al meglio devi darti tempo e stare attento a tutti i dettagli.

Col tempo ho visto con i miei occhi che avere un marchio che ti rappresenti non è sinonimo di buona pubblicità o editing. Ci sono case editrici che non la fanno proprio la pubblicità, oltre al fatto che non hai un vero potere decisionale. Mi reputo ancora un’autrice alle prime armi e trovo giusto fare la gavetta, anche se così è più difficile farsi apprezzare e notare.

Ci sono tanti preconcetti sugli autori che si auto pubblicano, e lo trovo un peccato, perché da lettrice ho scoperto che ci sono storie che meriterebbero molta più visibilità; vorrei poter dire che è tutto un fattore di quanta pubblicità si fa e nel modo in cui la fai, ma non è solo quello. Nel mondo del self ci sono due tipi di autori: ci sono quelli che riescono a sfornare un libro a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, e ci sono quelli che si prendono il loro tempo perché oltre a guadagnare vogliono anche trasmettere qualcosa e far capire al lettore che ci tengono e che hanno cura di ogni dettaglio che si trova dietro e dentro al libro. Parliamoci chiaramente: scrivere non è difficile, ma riuscire a dare un senso a tutto, curando l’editing, l’impaginazione, la pubblicità e la grafica ti fa capire, e lo fa capire anche a chi poi decide di acquistare il tuo lavoro, che c’è molto lavoro dietro. E non importa se hai le spalle coperte da una casa editrice… l’importante dovrebbe essere dare il massimo e migliorarsi ogni volta di più. Ah, volevi una risposta schietta e diretta? Non credo esista, ognuno prende le decisioni che crede migliori in quel momento, ma non ho mai sentito un autore lamentarsi del self, di una casa editrice sì, ma sono la prima ad ammettere che con un contratto giusto, sarei la prima ad accettarlo.

Per prima cosa, spero che vi sia piaciuta cosa l’intervista, inoltre spero anche di avervi fatto conoscere in modo più approfondito questa fantastica autrice!

Se volete seguire Jess, vi lascio qui i suoi contatti:

Instagram: @jessliga_

Facebook: Jessica Ligarò

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