Recensione DEVORA

Titolo: DEVORA

Autore: FRANCO BUSO

Data di uscita: 8 Luglio 2019

Genere: Storico – Fantasy

Casa editrice: Self publishing ( Scrittura a tutto tondo )

TRAMA:

Parigi, 1314. Presso la cattedrale di Notre-Dame è allestita una pira e la folla si accalca, bramosa di assistere allo spettacolo: l’ultimo Maestro dei Cavalieri Templari sta per essere mandato al rogo. L’uomo sale sulla legna accatastata, il boia appicca il fuoco, le fiamme si levano. Ma un istante prima che lo avvolgano, il Maestro lancia una fiera invettiva contro il re Filippo IV il Bello, che ha voluto la sua fine. E una cupa profezia: il destino del sovrano è segnato, così come quello del papa e della stessa Chiesa, che tra settecento anni cesserà di esistere.

La folla è sbigottita. Solo una ragazza dai magnifici occhi color oro sembra credere per prima alle parole del Templare. Quella ragazza, che osserva il rogo silenziosa, ha il dono della chiaroveggenza.

Tutto era iniziato molto prima della sua nascita, quando sua madre, nata in Palestina, era rimasta orfana a seguito dello sterminio della sua famiglia da parte dei Mamelucchi. Ed era stata punta da uno scorpione del deserto, il cui veleno è in grado di compiere miracoli…

In un affascinante romanzo, i cui protagonisti sono legati da fili invisibili sempre più connessi, il viaggio di due donne eccezionali attraverso luoghi remoti ed epoche lontane. Ma più vicine di quanto non si creda: il gran finale vi lascerà senza fiato.

Ogni lettore esiste per assicurare a un certo libro una piccola immortalità. La lettura è, in tal senso, un rito di rinascita.

Buon pomeriggio e bentornati cari lettori!

Prima di tutto, vorrei ringraziare Scrittura a tutto tondo per aver accettato di collaborare con me, in secondo luogo vorrei ringraziare Francesca Zelletta, per essere stata così gentile e disponibile nei miei confronti, e per avermi consigliato e inviato una copia di Devora.

Ora andiamo a conoscere qualcosa sull’autore.

Chi è Franco Buso?

Franco Buso nasce nel 1952 a Meda, allora provincia di Milano e ora Monza-Brianza. A sette anni si trasferisce con la famiglia a Treviso, dove vive tuttora. Consegue la Maturità Classica e si iscrive alla facoltà di Ingegneria presso l’Università di Padova. Nel 1977 sposa Chiara e dal matrimonio avrà una figlia, Irene. È autore di racconti e questo è il suo primo romanzo, nato dal suo interesse per la storia nonché ispirato dalla tesi di laurea della figlia, incentrata sul processo a Jacques de Molay: l’ultimo Maestro dei Cavalieri Templari.

Lo scrittore FRANCO BUSO

Vi anticipo già che questa recensione sarà un po’ diversa da quelle che scrivo solitamente. Le vicende, come i personaggi all’interno di questa storia, sono tutti incastonati tra loro, quindi cercherò di non anticiparvi nulla riguardo le scene che andrò ad introdurvi. Spero di riuscirci nel migliore dei modi.

Lo scenario si apre con un rogo, dove sta per essere bruciato vivo Jacques de Molay: l’ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari. Poco prima di morire l’uomo, oramai anziano e stremato da ciò che ha subito, scaglia una maledizione verso l’impero e verso la chiesa. Maledirà il re Filippo IV il bello sino alla sua tredicesima dinastia, e il papa Clemente V, il quale dopo quaranta giorni dalla sua esecuzione emetterà il suo ultimo respiro.

Questa scena sarà il fulcro di tutto il romanzo, ma per capirla in pieno, facciamo un passo indietro.

Nel 1288 Gerusalemme, dopo la conquista avvenuta da parte del sultano Saladino il 2 Ottobre del 1187, era ancora in mano ai curdi. Purtroppo una sera un povero calzolaio di nome Ephraim, prima di far ritorno nella sua umile dimora, ebbe la sfortuna di incrociare nel suo cammino tre soldati curdi. I tre infidi cercano in tutte le maniere di schernirlo, ma a sfortuna loro l’uomo era ben preparato, infatti andava sempre in giro con un pugnale tenuto ben nascosto dal vestiario e con pochi secondi uccise i tre soldati. Sfortuna vuole che uno di loro prima di morire, fece il suo nome ad alcuni dei suoi compagni che arano giunti in loro soccorso. Il giorno dopo l’uomo e i membri della sua famiglia, vennero bruciati all’interno dalla loro abitazione. Solo una bambina riuscì a salvarsi dall’incendio. Il suo nome? Miriam. E proprio da qui, avrà inizio la sua storia.

Miriam aveva solo sette anni, quando ha visto tutta la sua famiglia morire davanti ai suoi occhi. La piccola dopo la brutta vicenda, verrà adottata dal falegname Eleàzar e da sua moglie Tabita, che se ne prenderanno cura come se fosse figlia loro. Miriam fin da subito instaurerà un bel legame con la sua nuova famiglia, soprattutto con i due figli della coppia: Jochebed e Jarod. Jochebed sarà per Miriam una sorta di sorella maggiore, un esempio da seguire. Ma dove vivono, purtroppo l’influenza curda si fa sentire, quindi si metteranno in viaggio per andare ad Acri, una cittadina nella quale risiedono molti cristiani, che gli permetterà di sentirsi al sicuro e con degna protezione da parte dei Templari. Durante il tragitto, Miriam verrà punta da uno scorpione giallo il cui veleno è fatale. Però accadde una cosa strana, la bambina invece di morire, dopo qualche giorno tornerà a stare bene. Il veleno però è rimasto dentro di lei e la cambierà in un modo radicale, donandole non solo due occhi del colore dell’ambra, ma anche delle “sensazioni” che inizialmente la piccola Miriam farà difficoltà a comprendere.

Nella nuova casa tutto procede a meraviglia e Miriam in poco tempo si fa benvolere da tutti, perfino da Jacques de Molay, quello che poi diverrà il Gran Maestro dei Templari. Purtroppo le sventure di Miriam non finiscono qui. De Molay ricevuto l’ordine di andare a Cipro, porterà Miriam con se e purtroppo un giorno un esercito di soldati curdi invase Acri. Sterminarono tutta la popolazione, inclusa la famiglia della bimba. Ritrovatasi nuovamente sola, Miriam andrà a vivere da Jacques de Molay, dove resterà per molto tempo.

Ci sarà un altro personaggio cruciale, che darà una svolta al romanzo. Oltre Miriam, un’altra donna avrà un ruolo di fondamentale importanza durante il corso della storia. Devora. In ebraico questo nome significa “ape“, un nome che si ricollega all’infanzia della piccola Miriam, un nome che non potrà mai dimenticare e credo che non ve ne dimenticherete nemmeno voi.

Due donne, collegate dallo stesso destino e dallo stesso veleno. Due donne forti che combatteranno con tutta la loro forza per far avverare le maledizioni scagliate contro il re e la chiesa. Una lunga storia che vi incatenerà fino alla fine e che non vi lascerà andare mai più.

Devo fare i miei complimenti all’autore, questo libro è a dir poco stupendo. La storia di Miriam e Devora lascia senza fiato per tutta la durata della lettura. Come ho più volte detto non amo la scrittura in terza persona, ma con questo romanzo non ho sentito nessuna fatica, anzi la lettura scorre velocemente e tutti i dialoghi sono ben articolati. Storicamente rispecchia fatti realmente accaduti, Jacques de Molay è un personaggio realmente esistito, e tutte le vicende che lo vedono come protagonista all’interno del romanzo, sono fatti realmente accaduti ad esempio: la nomina come Conte di Acri, il suo spostamento a Cipro nel 1290, fino ad arrivare al giorno della sua morte avvenuta il 18 Marzo del 1314 davanti la cattedrale di Notre Dame. Ancora oggi, vi è una piccola lapide sul posto dove venne ucciso il Gran Maestro, situata sul lato ovest del Ponte Nuovo.

Lapide commemorativa della morte di Jacques de Molay presso il Pont Neuf a Parigi. (Immagine presa da Wikipedia)

Da medievista quale sono, mi ha fatto veramente piacere leggere la vita di questo imponente personaggio storico. Questo libro mi è stato di grandissima utilità, per ricordare alcuni avvenimenti che sinceramente non ricordavo e che grazie alla bravura dello scrittore, rimarranno impressi nella mia mente per molto tempo. I romanzi storici sono a mio parere, quelli che ti trasmettono veramente tanto, a parte le emozioni, sono ricchi di cultura e man mano che li leggi assimili le informazioni in modo semplice e durativo. Una componente che arricchisce il romanzo di Buso è quella venatura fantasy, che lo scrittore ha introdotto già nei primi capitoli della storia. Rendendola così una piccola perla innovativa e unica nel suo genere. Ecco cos’è Devora. Ringrazio ancora Scrittura a tutto tondo per la collaborazione, e spero di leggere qualcos’altro di questo bravissimo autore.

Importante:

Vi vorrei ricordare che da qualche giorno, DEVORA è disponibile anche nella versione e-book al prezzo di €4,49!

Spero che la recensione vi sia piaciuta! ❤

Qui in basso potrete acquistare direttamente il romanzo.

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