Recensione – NEVERNIGHT: Mai dimenticare

Titolo: NEVERNIGHT: Mai dimenticare (Accadimenti di Illuminotte Vol.1)

Autore: JAY KRISTOFF

Data di uscita: 3 Settembre 2019

Genere: Fantasy

Casa editrice: Mondadori

TRAMA: Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un’arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici – e gli amici – più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all’omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

“Ogni volta che leggi un buon libro, da qualche parte nel mondo si apre una porta per fare entrare più luce. “

Vera Nazarian

Buon pomeriggio cari lettori!

So che arrivo in ritardo, visto che questa serie è stata pubblicata ben due mesi fa, però visto il grandissimo successo che ha riscontrato; ho sentito la necessità di avere una mia opinione in merito. Ragion per cui, oggi vi farò entrare nel magico mondo di Nevernight, esponendovi con chiarezza tutti i miei pensieri e le mie riflessioni; che mi hanno accompagnato durante il corso della lettura.

Prima di passare alla recensione, andiamo a conoscere meglio Jay Kristoff:

Chi è Jay Kristoff?

è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight.

Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo.

Non crede nel lieto fine.

L’autore: JAY KRISTOFF

Mettetevi comodi, cari i miei lettori.. eccovi la storia di un’assassina. Ed ora, vi farò conoscere la sua storia…

Ci troviamo nella Repubblica di Itreya, nello specifico in una piazza, dove ci sono una giovane donna insieme alla sua bambina; che avvolte da altri spettatori; guardano attonite l’esecuzione che sta per avere luogo. Alcuni uomini, stanno per essere condannati a morte per aver cospirato contro la Repubblica; considerati traditori di tutta la popolazione; e nemici giurati dell’intero paese. La ragazzina, è costretta a vedere il povero padre, morire per colpa di quelle persone. Malgrado la sua età, comprende alla perfezione ciò che le sta accadendo intorno. Non potendo fare nulla per aiutarlo, rimane immobile finché il padre non emette il suo ultimo respiro.

Era in piedi sulla Dorsale sopra il foro, necrosso scintillante ai suoi piedi, vento freddo tra i capelli. Nella piazza sottostante era radunata una folla, le bocche aperte e i pugni chiusi. Le persone indirizzavano la rabbia verso il patibolo al centro del foro; se l’avessero rovesciato, si chiese la ragazza, ai prigionieri sarebbe stato concesso di tornare a casa?”

Mappa della REPUBBLICA DI ITREYA

Dopo l’esecuzione, Mia Corvere; si reca insieme a sua madre negli alloggi di famiglia. Ancora sotto uno stato di shock, le due si rintanano nelle loro stanze; dove Mia cerca di tenere a bada le lacrime del suo fratellino, ancora troppo piccolo per comprendere il triste accaduto. Ma purtroppo per la giovane, le complicazioni devono ancora verificarsi. Separata dalla sua famiglia, sarà costretta a fuggire dalle guardie che cercheranno di porre fine alla sua vita.

«Denti della Mannaia» mormorò il primo. «Non può avere più di dieci anni.» «E non vedrà mai gli undici.» Una scrollata di spalle. «Stai ferma, ragazzina. Non farà male per molto.»

Riceverà un piccolo aiuto durante la fuga. Sarà un gatto-ombra, ad accorrere in suo soccorso. Vagando tutto solo, d’un tratto ha sentito le grida di una bambina; e così grazie al suo potere, Mia darà del filo da torcere ai due brutti ceffi. L’ombra non ha nessuna intenzione di abbandonare la sua padroncina, non ora che l’ha finalmente trovata. Mia infatti, è una Tenebris, ovvero riesce a manipolare ogni genere di ombra. Inconscia del suo nuovo dono, continua a vagare insieme al gatto-ombra, a cui lei darà il nome di “Messer Cortese; per le vie di Itreya.

«Cosa sei?» bisbigliò lei all’oscurità ai suoi piedi. Nessuna risposta. La cosa fremette. Aspettando. Aspettando. «Sei carino» affermò Mia. «Anche il tuo nome dovrebbe essere carino.» Un altro sorriso. Nero ed entusiasta. Anche lei sorrise. E decise. «Messer Cortese» disse lei.

Affamata e stanca, tenta di confondersi con la folla; sperando e pregando che qualcuno non la riconosca. Tutto il suo mondo cambia quando entra in un negozio “Le curiosità di Mercurio”, gestito da un vecchio burbero che non vuole aver nulla a che vedere con quella odiosa ragazzina insignificante. In realtà, sarà proprio il vecchiaccio; a darle uno scopo nella vita. Mercurio diventerà lo Shahiid (il Maestro) di Mia, la addestrerà per sei lunghi anni in modo da riuscire farla entrare nella Chiesa Rossa.

Vieni, piccolo Corvo. Diamo una bella raddrizzata al tuo becco.» Mia si passò il pugno sulle labbra e lo trovò macchiato di sangue. «Non vi conosco affatto, signore» disse. «E mi fido di voi ancora meno.»

Per arrivare alla Chiesa Rossa, Mia verrà messa alla prova. Nessuno conosce il loro nascondiglio, e per arrivarci; dovrà affrontare mille pericoli. Fortunatamente, non è sola; con lei vi è un ragazzo Dweymeri di nome Tric; avente lo stesso scopo, quello di riuscire ad essere ammesso come studente della Chiesa Rossa. Per riuscire a diventare, una Lama esperta in ogni genere di omicidio.

La Chiesa Rossa era la sua miglior opportunità di ottenere vendetta contro di loro. E questi sciocchi si aspettavano che vi rinunciasse per un po’ di paura di affogare?

Quali disincantevoli avventure attenderanno Mia nella fantomatica Chiesa Rossa?

Sa che raggiungere l’obbiettivo della sua impresa, le costerà molto caro. Ma la vendetta brucia costantemente, come fuoco alimentato da altro fuoco. E lei, è intenta di portare avanti il suo piano. E nessuno, potrà mai mettersi tra lei e le gole da sgozzare.

NEH DIIS LUS’A… LUS DIIS’A “Quando tutto è sangue. Il sangue è tutto.”

Mappa della città

Sono rimasta letteralmente ed emotivamente, folgorata da questa storia. Vi dico solo che ho divorato tutti e tre i volumi, in pochissimi giorni; tanto mi aveva preso la storia. Se vi state chiedendo, del perché non vi ho fornito altre informazioni, è proprio per il fatto che vi è veramente tanta carne sul fuoco; quindi rischiare di dirvi altro; sarebbe poco producente visto che la bellezza di questo libro è che voi scopriate le vicende, molto lentamente. E non sarò io a farvi degli spoiler. Sinceramente, devo svelarvi che non avevo mai letto un libro di Jay Kristoff. Nonostante lo conoscessi già, e conoscendo l’altra serie, anch’essa di grandissimo spessore, non mi ero mai cimentata, fin’ora, nella lettura di un suo romanzo. Ma torniamo a Nevernight: Mai dimenticare. Il titolo dice tutto, anzi va a formare l’emblema caratteristico di questo primo volume. Io dubito, che riuscirete effettivamente a dimenticare l’intera storia. La quale, non è delle più semplici, e non perché abbiamo a che fare con una protagonista assassina, in parte sarà così; ma vi assicuro che alcune cose passeranno nettamente in secondo piano. La difficoltà del romanzo, sta anche nel capire determinati aspetti con cui vi andrete a scontare durante la narrazione. La città è caratterizzata in modo assai singolare, per portarvi un esempio le torri vengono chiamate “Le Costole“; pertanto allo stesso modo; le altre zone prenderanno il nome di parti anatomiche del corpo umano: La Dorsale, Il Cuore, e via discorrendo. Mettevi l’anima in pace, Kristoff sa come arrivare ai vostri poveri nervi. All’autore, piace mettere il lettore in continua crisi; e per farlo ha perfezionato un sistema alquanto efficace. Arriva al lettore con un bel pugno nello stomaco. No, state tranquilli; lo stomaco non è un luogo del romanzo; però capirete determinate sensazioni; solo quando leggerete per intero il libro. Altra particolarità sono i nomi: oltre quelli propri di persona, detta in modo generico, Kristoff ne ha utilizzati di suggestivi, perfino per gli abitanti che popolano la Repubblica di Itreya; come ad esempio:

  • Vaaniani
  • Itreyani
  • Dweymeri
  • Liisiani

Ognuno, con tratti somatici distinti, rendendoli unici e vanno a costituire un’originalità unica alla trama. Mi ci è voluto un po’ di tempo, per capire effettivamente di cosa e di chi si stesse parlando. Mia a parte. Potrei dirvi che le complicanze sono finite qui, ma non direi il vero. Ogni organo è formato da un sistema gerarchico. Vi ricordate lo schema: Re, Valvassalli, Valvassori, Valvassini e Servi della Gleba? Beh, diciamo che Kristoff in modo molto mistico, reinterpreta a suo modo questo modello ordinativo. Nella Chiesa Rossa, la scuola per gli assassini, viene strutturata in questa maniera.

Al vertice:

  • Gli Shahiid: Maestri esperti in omicidio, ognuno in abito differente; che vanno a formare il corpo dei docenti della Chiesa Rossa.

Poi abbiamo:

  • Gli Accoliti: Ossia gli studenti che sono entrati a far parte della Chiesa Rossa, che dovranno sottoporsi a delle prove, e una volta passata la prova finale; diventano delle Lame.

In fine:

  • Le Mani: Coloro che aiutano gli Accoliti, e che sono al completo servizio della Chiesa Rossa. Una mano a sua volta, è stata/o uno studente, che però non ha superato la prova finale; non riuscendo così a diventare una Lama a tutti gli effetti.

Nevernight, in Italiano è stato tradotto con la parola: Illuminotte. Parola non utilizzata tanto per, ha uno scopo ben specifico, che va a includere nella maniera più totalizzante il solo e vero unico, scopo del libro. Notte e giorno, non esistono ad Itreya. Le giornate vengono scandite da tre soli, ognuno con un nome ed un colore diverso.

  • Saan (Il veggente): Rosso
  • Saai (Il sapiente): Blu
  • Shiin (Il sorvegliante): Giallo

Questi tre soli, sarebbero gli occhi del Dio supremo Aa (no, non sto scherzando si chiama proprio così.. ricordatevi l’accenno che ho fatto precedentemente su Kristoff), i quali durante il corso della giornata; si alternano l’uno con l’altro. In modo da non far scendere mai la notte. Solamente ogni due anni, ci sarà il Verobuio. In parole povere, i tre soli si allineano, creando una sorta di eclissi; rendendo il cielo scuro; però le tenebre avranno vita breve; dopo due giorni i soli saranno nuovamente splendenti in cielo e tutto tornerà come prima. Itreya non ha sempre vissuto nella luce, c’era un periodo dove il giorno e la notte, si scambiavano di posto. Tutto ebbe inizio quando Niah, moglie di Aa, disobbedisce al volere del marito, e il Dio, non potendo sopportare un simile affronto, bandisce Niah dai cieli, offrendole solo due miseri giorni di pieno potere nella volta celeste.

Adesso capite cosa stavo cercando di dirvi? La complessità è la base di tutti e tre i volumi.

Ciò che ho amato ancor di più, è il black humor che Jay Kristoff ha interposto alla voce narrante. Come ho affermato poc’anzi, l’autore ha voluto che a raccontare i fatti, sia un narratore esterno, di cui scoprirete l’identità esclusivamente al terzo volume della serie. Oltre il narratore, gli stessi personaggi, Mia compresa, vengono marcati con dell’ironia e atteggiamenti che alle volte arrivano allo stremo. Le scene verranno suddivise tra: le scene passate che coinvolgono la protagonista, e ciò che invece sta accadendo realmente. Avrete pertanto modo di visionare il suo percorso nella sua interezza, da quando aveva pochi anni, fino all’età attuale. Andare ad analizzare tutti i personaggi, è un qualcosa di impossibile, Kristoff è stato prolisso in tutto; per cui non saprei dirvi quanti ne compaiono; posso assicurarvi che sono molti. Ovviamente Mia, è quella che mi ha colpito di più, il suo personaggio sosterrà un percorso non sempre lineare. Alle volte la sua impulsività, sarà per lei un’arma a doppio taglio. Altro personaggio che personalmente ho amato, meglio; me ne sono proprio innamorata follemente: è Tric. Non sono una persona che si commuove facilmente, eppure tale personaggio mi ha fatto provare delle sensazioni indecifrabili. Ognuno ha suo modo, vi lascerà un pezzo di se, e Tric a me ha lasciato tanto. L’abilità dello scrittore si nota in ogni capitolo, basare la vicenda in un’epoca sconosciuta e complessa come Itreya, ha fatto in modo che diventasse uno dei miei autori fantasy preferiti. Impeccabile in ogni situazione; dalla descrizione dei personaggi, all’invenzione che ruota intorno ai suoi tre libri. Se amate il fantasy, non dovete assolutamente perdere questa lettura. Inizialmente ero restia ad iniziarla, visto la miriade di pubblicità a cui è stata sottoposta l’intera trilogia. Il motivo che mi ha spinto ad intraprendere la lettura del primo volume, è stata per l’appunto la curiosità. Volevo capire perché tutti, e dico proprio tutti; ne parlassero così bene. Credo sia palese a tutti, che alla fine mi sono ritrovata avvolta nelle grinfie di Nevernight e di Jay Kristoff. Penso che questo libro, scateni nei lettori due comportamenti contrastanti: o ti prende alla follia, o lo detesti con tutto il cuore, le mezze misure non esistono; o l’uno o l’altro. Per chi non lo avesse tutt’ora capito, il mio giudizio, non può che essere positivo. Mi sono divertita a leggerlo, ho pianto, riso e mi sono imbufalita (ok, questa forse ha prevalso rispetto alle altre), ma ne sono contenta. Se cercate un libro spiritoso, ma al contempo ricco di suspense e colpi di scena, allora Nevernight non potete farvelo sfuggire per nessun motivo.

Con questo, concludo qui la recensione.

Bisso e sangue amici miei.

Ci vediamo alla prossima, con la recensione del secondo libro! ❤

Prima di lasciarvi, vi ricordo che potete acquistare l’eBook, dal link che vi metterò qui in basso.

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