Recensione QUELLO CHE NON SO DI TE

Titolo: QUELLO CHE NON SO DI TE

Autrice: FRANCESCA REDOLFI

Data di uscita: 8 Ottobre 2019

Genere: Contemporary Romance

Casa editrice: Literary Romance

TRAMA: Samantha non conta più le volte in cui si è precipitata al Pronto Soccorso. Del resto, da anni ormai le parole più usate in casa sua sono “ipocondria” e “psicosomatico”, al contrario di “mamma”, la meno menzionata. Proprio durante uno di questi momenti resta chiusa nell’ascensore dell’ospedale con un medico dagli occhi dello stesso celeste del camice, il solo capace di ritinteggiare di un bel corallo le pareti verdognole del nosocomio. Giulio, questo il suo nome, sembra capitare a proposito, perché Sam ha giurato a se stessa che sposerà un dottore, convinta che solo così potrà guarire dalla sua ipocondria. In una Milano estiva, tra corse al triage e menzogne velate; con una coinquilina chiassosa e due sorellastre che sembrano la copia di Anastasia e Genoveffa, riuscirà Sam a nascondere la sua vera natura di malata immaginaria? E Giulio potrà amarla nonostante tutte le sue fissazioni?

“Quando il mondo ti sembrerà tutto grigio, non perderti d’animo, vai avanti con la tua vita e quando meno te lo aspetti, troverai un mondo pieno di colori.”

Sognare tra le pagine di un libro

Come sempre prima di iniziare, ci tenevo ringraziare la casa editrice Literary Romance; per avermi inviato una copia digitale del romanzo.

Prima di partire con la recensione; andiamo a scoprire qualcosa sull’autrice:

Chi è Francesca Redolfi?

Francesca Redolfi è nata in provincia di Bergamo nel 1982 ed è ancora qui che oggi risiede con la famiglia. Giornalista pubblicista, quello per la scrittura è un’amore di lunga data, una passione che è sempre stata al suo fianco. Quello che non so di te, edito da Literary Romance, è il suo secondo romanzo. Nel 2017, infatti, ha esordito con L’amore non è mai come sembra, pubblicato da Libromania.


Quando state male, che sia febbre o altro; siete mai andati a cercare i sintomi su Google? Lo sapete già, ma ve lo dirò ugualmente. NON fatelo per due semplicissimi motivi:

  1. La professione del Medico per nostra fortuna esiste, perciò facciamogli fare il proprio lavoro.
  2. Al 99.9%, se scrivete un sintomo o un doloretto, per il nostro carissimo Google sarà sempre paragonabile a “MORTE CERTA”.

Samantha, per gli amici Sam, appartiene a questa categoria. Nell’arco della sua vita, è stata all’incirca 200 volte al Pronto Soccorso. Ogni sorta di dolore, per lei rappresenta un pericolo, ed il pericolo le fa aumentare l’ansia; motivo per cui si reca all’ospedale ogni qual volta ne sente la necessità.

“È che sono venuta qua di corsa, e non ho fatto neanche in tempo a cambiarmi. Che poi non è che al P.S. ci si vada mai con tanta calma. Ero uscita dall’ufficio al mio solito orario, e zac, ho sentito quel colpo improvviso all’altezza dello stomaco.”

Durante una delle sue viste al PS, rimane chiusa nell’ascensore insieme ad un uomo. Dal camice, sembra trattarsi di un medico; ma in quell’istante Sam è in preda ad un attacco di panico. Il caro Dottore, la sprona a fare conversazione, cercando così di distrarla dal problema principale. Dopo qualche minuto riesce finalmente a calmarla, riuscendole a strapparle addirittura qualche battuta. Parlando con lo sconosciuto, Sam si accorge che il Dottore, emana un fascino irresistibile. Tra una domanda e l’altra, le risposte si faranno sempre più personali, mentre i silenzi verranno riempiti da un intenso gioco di sguardi.

«Non si preoccupi» cerca di rassicurarmi il tipo. «Soffre di claustrofobia?» Già. Soffro di claustrofobia? Non lo so. Non ci ho mai pensato, ma in effetti, ora che ci faccio caso, può essere. Probabilmente sono anche claustrofobica, tra le altre svariate cose di cui soffro.

Ma l’ipocondria, non è l’unico problema di Sam. Il padre, dopo la morte della madre, si è rifatto una vita; ma la matrigna; ha come figlie due arpie. Ogni cena di famiglia, per Sam si trasforma in un continuo incubo. Le sorellastre trovano qualsiasi tipo di appiglio per poterla screditare davanti ai loro genitori; che ingenuamente continuano a credere che siano dei semplici scherzi tra sorelle.

“Avere due sorellastre con cui non si va d’accordo non è così da problematici. La letteratura è piena a bizzeffe di casi simili. Da Caino e Abele in poi. “

A risollevarle il morale, ci sono Lara ed Elia, i suoi due migliori amici. Per qualsiasi evenienza può sempre contare sul loro appoggio. In più, sanno della sua patologia. Con loro può essere se stessa, senza avere la costate paura di poter essere criticata per quello che è. Semplicemente la accettano, perché sanno che Sam ha tanto da offrire al mondo. E non sarà di certo una capatina in più al PS, che farà mutare il loro affetto per lei.

“Lara ed Elia, ovvero le uniche persone al mondo che sanno quante volte sono stata in ospedale – più o meno dato che tendo a giocare un po’ al ribasso anche con loro –, hanno tentato per un sacco di tempo a distogliermi dal mio proposito di trovare un medico per fidanzato.”

Oltre a sapere del suo vero rapporto con le sorellastre, e dell’ipocondria; Sam ha raccontato loro; il suo desiderio di sposare un medico. Convinta che questo possa aiutarla in futuro. Avendo a fianco, una persona competente in materia, le permette di rimanere tranquilla e di vivere serenamente la propria esistenza. Nella sua mente, funziona tutto, ma nella realtà dei fatti sappiamo che non potrà mai essere così.

“Loro me lo dicono senza giri di parole che è un’assurdità, che non cancellerà i miei problemi come una bacchetta magica. Forse hanno anche ragione, ma io non voglio desistere. È un obiettivo che mi sono prefissata da bambina. Non posso rinunciarvi.”

Grazie ad Elia, un giorno al parco divertimenti, incrocerà nuovamente la strada di Giulio, il medico rimasto chiuso in ascensore con lei. Vedendo il reciproco interesse, tra i due nasce una bella intesa. E su una ruota panoramica, Samantha inizia a vedere il mondo con occhi nuovi, passando dal grigio cupo ad un intero cielo fatto di mille colori.

«Mandami un messaggio» dice. «Così ti lascio le foto di questa giornata.» «Hai scattato delle foto?» domando, incuriosita. Non me n’ero accorta. O forse la paura mi ha causato un momentaneo black-out mentale. «Qualcuna. Sulla ruota panoramica. Così potrai vedere com’era il paesaggio color giorno felice.»

Riuscirà Sam ad uscire dalla bolla che si è creata?

Siamo arrivati nella parte dove vi introduco, i miei pensieri e le sensazioni che mi ha suscitato questo romanzo. Era la prima volta che mi cimentavo in un libro che affrontasse un tema così delicato come l’ipocondria. Perciò a maggior ragione, vorrei fare i complimenti all’autrice; che è riuscita a trasmettere un bel messaggio tramite questa storia. Difficilmente poi, viene trattato il tema dell’ipocondria, forse è una mia lacuna; ma non ho mai trovato niente del genere in nessun libro; specie se si tratta di un Contemporary Romance. La Redolfi, è riuscita a creare un legame ben solido tra la sinossi e lo sviluppo dei personaggi. L’insieme funziona egregiamente, e riuscirete ad instaurare una forte connessione tra voi e i protagonisti.

Personaggi: Risaltano tutti per aspetto e carattere. A parte le sorellastre becere, per il resto li ho amati tutti quanti. Lara ed Elia, sono davvero deliziosi, si capisce che tengono molto a Sam dal modo in cui le parlano e si approcciano a lei. Non sono invadenti e rispettano le sue decisioni e le sue scelte. Il loro ruolo di migliori amici, se lo sono ben che guadagnato. Però ciò non significa che se devono dirle una cosa, ci girano intorno, anzi è il contrario. I loro preziosi consigli, aiuteranno Sam in molte occasioni, insomma saranno presenti e diranno la propria opinione, ma nel giusto. Ci vorrebbero più Lara ed Elia per tutti. Un personaggio che mi ha fatto storcere un po’ il naso, è il padre di Samantha. Tiene alla sua bambina, però non fa nulla per azzittire le due serpi delle sorellastre. Cavolo, bisogna avere il prosciutto su entrambi gli occhi per non vedere che quello che la protagonista subisce, non è uno screzio tra sorelle; bensì sono delle vere e proprie cattiverie che arriveranno a livelli mai raggiunti prima. Se si ride in due è uno scherzo, se ride uno solo a casa mia significa che stai prendendo per i fondelli l’altra persona. La matrigna sembra che viva nel mondo dei balocchi, ma visto cosa ha generato; non mi sono meravigliata più di tanto. Sulle sorellastre non mi ci soffermo nemmeno. Basti pensare a loro con tre aggettivi: insopportabili, infantili, ed egocentriche. Non hanno nemmeno mezzo neurone a testa. Giulio, mi è piaciuto fin dall’inizio. Ragazze, finalmente un uomo con la “U” maiuscola! Rappresenta quella piccola percentuale di perfezione, ha un carattere da far sciogliere il cuore e sa essere allo stesso tempo, intraprendente ma per nulla scontato. Descritto come una persona bella fuori, quanto dentro. Vi assicuro che ve ne innamorerete. Samantha l’ho trovata una ragazza in realtà a suo modo, simpatica e sveglia. Sa tirare fuori gli artigli, che però vengono ritratti indovinate con chi?

La narrazione: il romanzo è interamente scritto e raccontato in prima persona. Avrete a che fare con il solo punto di vista femminile, ma comprendo la scelta. Psicologicamente, il personaggio di Sam è particolare e complesso, e per conoscerla dovrete entrare nella sua piccola testolina. Quindi trovo corretto che la scrittrice, abbia usato il linguaggio in prima persona. I dialoghi scorrono ed hanno un buon ritmo. Leggerete 300 pagine in poco tempo, ve lo posso garantire.

Passiamo ora all’ambientazione: ci ritroviamo nella città di Milano, dove si ha uno stile di vita frenetico e dove i rumori della città; si mescolano con i pensieri degli abitanti. Oltre il PS, troverete luoghi suggestivi e talvolta anche romantici. Con questo libro, ho scoperto scorci e posti che non conoscevo, di questa bellissima città.

La copertina trovo che sia in assonanza con il romanzo. Sicuramente spicca con questo colore sgargiante, e ciò mi riporta al fatto che i colori, hanno un ruolo emblematico nella trama. Costituiscono un valore importante e simbolico, ma starà a voi scoprire come. Le due figure nere che si notano in rilievo, rappresentano i due protagonisti. Nel complesso, mi piace. Adoro lo stile grafico, e potrei essere di parte. Tuttavia la Literary, ha fatto un buon lavoro. Spero di poter leggere qualcos’altro di questa autrice.

Vi lascio come sempre, il link per l’acquisto della copia in eBook.

Spero che anche questa recensione, sia di vostro gradimento!

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