Recensione FIDANZATI DELL’INVERNO

Titolo: FIDANZATI DELL’INVERNO ( Serie l’Attraversaspecchi Vol.1)

Autrice: CHRISTELLE DABOS

Data di uscita: 18 Aprile 2018

Genere: Fantasy

Casa editrice: Edizioni e/o

TRAMA: In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra, vive Ofelia. Originaria dell’arca “Anima”, è una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.

Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

“Tutti quanti, prima o poi, siamo costretti a guardare noi stessi allo specchio e vedere chi siamo davvero.”

Anonimo

Cari lettori, bentornati o benvenuti sul mio blog!

Oggi vi andrò a parlare del primo volume di una quadrilogia che ho letto recentemente. Si tratta di: Fidanzati dell’inverno, il primo libro della serie dell’Attraversaspecchi; un fantasy realizzato dalla scrittrice francese Christelle Dabos. Bisogna dare a Cesare, quel che è di Cesare. Infatti, grazie a Edizioni e/o, abbiamo avuto modo di conoscere questo fantastico mondo delle Arche. Impeccabile è stata la traduzione di Alberto Bracci Testasecca, molte volte si tende ad oscurare la figura del traduttore, invece dovremmo citarli spesso per quello che fanno. Mai decisione fu più azzeccata, per chi conosce questa casa editrice, sa per certo, che generalmente sono propensi a pubblicazioni di altro genere letterario. Principalmente portano sui nostri scaffali, opere di narrativa di altissimo rilievo. Tutti quanti penso che conosciate: Elena Ferrante. Una scrittrice Italiana divenuta famosa per aver scritto: L’amica geniale. Tutto questo papiro, per dirvi che l’Attravesaspecchi è un qualcosa di innovativo, non solo per le vicende narrate, ma anche per la stessa casa editrice che ha pensato bene di dare una svolta al proprio successo.

Breve informazioni sull’autrice:

Chi è Christelle Dabos?

Christelle Dabos (Costa Azzurra-1980) è cresciuta a Cannes in una famiglia di musicisti e artisti. Scrive le prime storie all’università. Durante un periodo di convalescenza si unisce al Silver Plume, una comunità di scrittori su internet che la incoraggia a partecipare a un concorso organizzato da Gallimard Jeunesse. Dal 2005 vive e lavora in Belgio. Nel 2013 ha vinto il Prix du Premier Roman Jeunesse Gallimard-RTL-Télérama per Fidanzati dell’inverno. Nel 2016 i primi due libri della saga sono stati premiati con il Grand Prix de l’Imaginaire.

La scrittrice: CHRISTELLE DABOS

Il mondo come lo conosciamo noi oggi, è andato completamente distrutto. La Terra, è divenuta un qualcosa di mistico. Dalla sua esplosione, sono rimaste in auge solo pochi frammenti; denominate Arche. Le quali ruotano intorno a quello che una volta era il nostro sistema solare. Questi frammenti sono costituiti da: 21 Arche maggiori e 186 Arche minori. Le Arche maggiori, vengono governate dai 21 spiriti famigliari; e si differenziano per nome e caratteristiche. Ogni Arca ha una propria peculiarità, e un proprio stile di vita.

Ofelia vive nell’Arca di Anima, una delle 21 Arche maggiori, dove regna la pace più assoluta. Insieme allo zio, gestisce il museo dove sono conservati gli oggetti del vecchio mondo. Un luogo che per lei, costituisce un forte valore simbolico. Essendo una cittadina di Anima, Ofelia è una lettrice e un’animista; riesce a leggere qualsiasi manufatto solo con un semplice tocco, riuscendo a ricostruire e vedere ogni singolo particolare; da chi lo ha prodotto fino all’ultima persona che lo ha toccato; motivo per cui è costretta a indossare dei guanti speciali che le bloccano momentaneamente il suo potere. L’altro consiste di dar vita agli oggetti, cosa che riescono a fare la maggior parte delle persone che vivono nell’Arca; essendo per l’appunto, Animisti. Una particolarità che distingue Ofelia da tutti, è che oltre ad essere una lettrice ed animista, possiede un’altra abilità, quella di spostarsi attraverso gli specchi. Essere un’Attraversaspecchi, le permette di passare da un posto all’altro, ma solo per brevi distanze; non può pertanto arrivare nelle altre Arche.

“Appoggiò la mano inguantata sulla rilegatura di un libro, il Libro, e fu pervasa dalla stessa frustrazione che aveva provato la prima volta a quello stesso contatto. Non vi leggeva traccia alcuna di emozione, pensiero o intenzione. Nessuna origine. E non era soltanto perché aveva i guanti, la cui trama particolare ergeva una barriera tra il mondo degli oggetti e il suo dono di lettrice.”

Avendo un età da matrimonio, Ofelia viene messa alle strette. Dopo aver rifiutato bellamente due proposte, ora le Decane hanno trovato un nuovo scapolo da farle sposare, ma stavolta deve soccombere al loro volere. Il favorito ha qualche anno in più e proviene da un’altra Arca: il Polo. La famiglia è in visibilio per questa nuova unione, e gli unici ad essere titubanti sono la nostra protagonista e lo zio; che non vedono di buon occhio l’unione di queste due Arche.

«Pare che la famiglia dell’uomo abbia contattato direttamente le Decane per organizzare il matrimonio. Non so perché abbiano scelto me anziché un’altra. Vorrei proprio che si trattasse di un malinteso».

Mentre gli altri si preparano all’arrivo del futuro sposo, Ofelia non fa che riflettere sul perché tra tutte, è stata scelta lei. Trasferirsi su un’altra Arca non l’alletta per nulla, specie dopo le informazioni che ha ottenuto grazie a delle vecchie illustrazioni. Il Polo, da quello che ha potuto vedere, non è un bel posto in cui vivere e la tensione continua a cresce ulteriormente.

Neanche il tempo di metabolizzare la questione, che si ritrova lo sposo nel suo territorio.

“Inchiodata sul posto, Ofelia era incapace di muoversi. Era lì. L’uomo che stava per rivoluzionarle la vita era lì, e lei non voleva vederlo né parlarci. Agata le afferrò il polso e se la trascinò dietro fendendo la famiglia. Semicosciente, ubriaca di rumori e di pioggia, Ofelia passò di viso in viso fino a capitare sul petto di un orso polare.”

Thorn non le ha fatto un buona impressione, sembra non sopportare nessun membro della sua famiglia e non è in alcun modo una persona cordiale. Nonostante la poca interazione, Ofelia si è già creata un’immagine di come sarà il futuro dopo aver sposato il gelido Thorn. La preoccupazione, si tramuta in terrore; è sempre più convinta che lasciare la sua casa, sia un madornale errore. Paura a parte, non può ribellarsi alla decisione delle Decane, verrebbe esiliata seduta stante.

«Ti stiamo dando un’ultima possibilità. Fai onore alla nostra famiglia, ragazzina. Se fallisci, se fai fallire questo matrimonio, giuro che non metterai mai più piede su Anima».

Cosa accade al Polo di così sconcertante? Riuscirà Ofelia, ad accettare la sua nuova vita con Thorn?

Non posso dirvi quanto ho amato questo libro, vi giuro non riesco a trovarvi delle parole che possano esprimere ciò che ho provato leggendo la storia. Il mondo costruito dalla Dabos, è un qualcosa di spettacolare. L’ambientazione post-apocalittica non è una trama innovativa, tanti altri romanzi hanno già affrontato questa tematica; l’innovazione sta nell’aver creato un nuovo sistema gerarchico. Le Arche hanno tutte una loro caratteristica, ognuna con poteri e sistemi di vita che si contraddistinguono in modo assai evidente; capeggiate dai Spiriti familiari. Questi spiriti, vengono considerati delle vere e proprie divinità, a cui tutto il sistema ruota intorno. Nell’Arca di Ofelia troviamo Artemide, lo spirito di tutti gli animisti. Sicuramente la Dabos, si è ispirata ad alcuni Dei che facevano parte sia della cultura greco-romana sia della cultura normanna. Questo rimando alla storia mi ha fatto un gran piacere, è stato molto interessante vedere come la Dabos ha completamente stravolto il sistema base, mutandolo a proprio piacimento; donando alla storia un’ingegnosità senza eguali. Ho sentito molti pareri su questa serie, alcuni l’hanno paragonata ad Harry Potter; non tanto per la trama, quanto per come viene strutturato il romanzo. A mio avviso, la scrittrice è riuscita nella sua bravura, a farmi catapultare in questo mondo ricco di sorprese e di colpi di scena. Vedremo la storia prendere forma davanti ai nostri occhi.

I personaggi sono affascinanti, non tanto per la caratterizzazione ma per il ruolo che assumono andando avanti con la lettura. A parte la descrizione di Ofelia e di Thorn, degli altri personaggi sappiamo ben poco di come sono fisicamente. La Dabos si è voluta concentrare su altri aspetti, trascurando queste irrilevanze, ma non ne rimarrete delusi. Ofelia è una ragazza all’inizio un po’ sempliciotta, sempre vissuta sotto una campana di vetro è ignara di cosa accade nelle altre Arche. La vedrete maturare, ovviamente non farà un cambiamento radicale, però si darà una bella svegliata. Thorn è un tipo cupo, in questo primo volume lo conoscerete poco; ha un aspetto imponente e austero, non incline alle risate. Deciso in quello che crede, vuole raggiungere il suo scopo e farà di tutto per riuscirci. Ogni personaggio ha un ruolo ben preciso, vi sembrerà di trovarvi in un’opera teatrale, dove ogni comportamento e battuta, vi trascinerà in una sfera fatta di cristallo che è pronta a spezzarsi da un momento all’altro. Prendiamo ad esempio l’ambasciatore Archibald. Il suo personaggio rispecchia una persona ricca e pomposa, quanto il nome che porta, pieno di sé e con atteggiamenti narcisisti. Come Ofelia, cadrete in una società piena di maschere che dovrete decifrare, le menzogne sono come il pane quotidiano e si trovano ad ogni angolo. Capirete molto lentamente, da quale parte stare. Nell’arca in cui viene catapultata Ofelia, vi è una sorta di gerarchia, a cui la protagonista malgrado il suo dispiacere, dovrà adattarsi e alla svelta. Il Polo ha delle regole rigide a differenza di Anima, le pene che vengono inflitte sono ben più drastiche che nelle altre Arche; l’indulgenza non è contemplata. L’unico elemento disturbante che non mi è piaciuto di Ofelia, è che ogni due per tre, ha un fazzoletto in mano. In questo primo romanzo, non fa che starnutire in continuazione; nella vita non penso di aver mai incontrato una persona che starnutisce così tanto. Diciamo che è l’unica pecca di questo bel libro.

Trovo estremamente geniale l’ambientazione, inizialmente ho fatto un po’ fatica ad immaginare queste 21 Arche, e come potessero essere delineate, poi ci ho preso la mano e tutti i pezzi sono andati ad incollarsi man mano che leggevo. La letteratura fantasy, è piena di romanzi ambientati in futuri catastrofici, però la Dabos ha realizzato un’idea innovativa tanto da essere unica. Se farete fatica anche voi, tranquilli perché nei volumi seguenti ci sono delle illustrazioni di come è composta la città nelle Arche, con i vari spazi dedicati alle diverse mansioni. Nonostante Ofelia sia di Anima, approfondirete le abitudini e i costumi del Polo. Infatti la vicenda si svolge nei primi capitoli nell’Arca natale di Ofelia, per poi passare unicamente a quella di Thorn. Idealizzerete quanto effettivamente siano diverse le due Arche, dalla lingua al modo di comportarsi delle persone. Io ne sono rimasta estasiata.

Finalmente, una copertina di tutto rispetto! Edizioni e/o ha lasciato l’immagine originale; ovviamente cambiando il titolo e il nome della serie. Sono andata a controllare anche le altre versioni straniere, e tutte hanno lasciato la copertina di base, l’unica cosa a differenziarle; lingua a parte; è il formato. Quella francese, italiana ed inglese, sono un copertina flessibile, mentre la versione: spagnola e tedesca, hanno la copertina rigida. Insomma tutti hanno capito quanto importate sia l’immagine originale, che riprende in modo evidente, il tema delle Arche. Se dovessi dare un voto 1 a 10, direi che è un 10 pieno.

Il titolo originale è: Les Fiancés de l’hiver, ovvero Fidanzati dell’inverno.

Il 28 Novembre uscirà in Francia il quarto ed ultimo volume che andrà a concludere questa magnifica serie, La tempête des échos (La tempesta dell’eco), che verrà portata nelle nostre librerie sempre da: Edizioni e/o.

Non sto nella pelle!

Spero che anche questa recensione, vi sia piaciuta ❤

Vi lascio il link per l’acquisto della copia in eBook:

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