Recensione IL PRIORATO DELL’ALBERO DELLE ARANCE

Titolo: IL PRIORATO DELL’ALBERO DELLE ARANCE

Autrice: SAMANTHA SHANNON

Data di uscita: 30 Novembre 2019

Genere: Fantasy

Casa editrice: Oscar Vault (Mondadori)

Pagine: 816

TRAMA: La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

“Giove onnipotente! Questo libro è fantastico.”

Jay Kristoff

BENTORNATI CARI DREAMERS!

Spero che abbiate passato delle bellissime vacanze e un buon primo dell’anno!

Quest’anno ci saranno tantissime uscite, in particolar modo chi mi segue da un po’, sa che a fine 2019 ho iniziato a riprendere il genere fantasy. Il 2020, si prospetta un anno davvero entusiasmante per gli appassionati del genere. Uscite che ci lasceranno a bocca aperta, ne sono certa.

Ma bando alle ciance, iniziamo!

Il libro di cui vi parlerò oggi è: IL PRIORATO DELL’ALBERO DELLE ARANCE, di Samantha Shannon. Grazie alla Oscar Vault, ho potuto leggerlo in anteprima; e per questo li ringrazio veramente di cuore. Nonostante mi abbiano mandato la copia in digitale, mi sono goduta la lettura fino all’ultimo. Però ragazzi, avere in mano la copia cartacea; è un qualcosa di indescrivibile. Oltre alla splendida copertina, è stato fatto un lavoro di editing eccezionale. Traduzione compresa. La traduttrice, Benedetta Gallo, per questo volume ha inventato la parola “Reginato”, che racchiude alla perfezione; la vera tematica del libro. Poi vi farò capire nelle mie considerazioni, il perché.

Prima di passare alla recensione, andiamo a scoprire qualcosa sull’autrice:

Chi è Samantha Shannon?

Samantha Shannon è nata a Londra nel 1991. Nel 2013 ha pubblicato La stagione della Falce. La sognatrice errante, il primo di una serie di sette volumi, a cui è seguito The Mime Order nel 2015 e The Song Rising nel 2017. I romanzi della serie sono diventati bestseller internazionali, tradotti in ventisei lingue. Imaginarium Studios, inoltre, ne ha acquisito i diritti cinematografici. Il Priorato dell’Albero delle Arance è il quarto romanzo dell’autrice.

L’autrice: SAMANTHA SHANNON

La dinastia Berethnet è a rischio. La regina Sabran Nona è salita al trono in un’età troppo giovane per prendere marito. Passano gli anni ma la giovane donna è restia ad avere qualcuno al proprio fianco. La sovrana, oramai adulta, deve al più presto prendere una decisione che cambierà la sua vita e quella del suo Reginato; per mantenere l’incolumità dei suoi sudditi.

«So che Inys potrebbe entrare in guerra. So che le creature draconiche si risvegliano in tutto il mondo. So che un matrimonio rafforzerebbe le nostre alleanze, e che è così che i nostri fratelli di Virtudom si sono uniti a noi: attraverso il sacro vincolo del sodalizio.»

Ead Duryan, avrà l’incarico di vegliare su Sabran; visti i numerosi attentati alla vita della regina. Ead è veloce, scaltra e sa come impugnare una lama; con lei nelle vicinanze, nessuno può far del male alla persona più importante di tutta Inys. Ma Ead, ha un altro fardello da portare con se.

“Ead non aveva mai programmato di far parte di quella cerchia. Appena arrivata a Inys, aveva stabilito che il modo migliore di proteggere il suo segreto sarebbe stato rimanere il più possibile in disparte. “

Non può svelare a nessuno il reale motivo per cui si trova nella corte di Inys, persino Sabran ne è del tutto all’oscuro. Di Ead si sa poco, anche le persone con cui ha legato di più, non conoscono la sua vera indole. La credono una semplice dama di compagnia, una donna di poche parole trasferitasi a corte otto anni prima, grazie alle veci dell’ambasciatore Chassar uq-Ispad.

“Attendeva con ansia il giorno in cui avrebbe scorto gli stendardi dorati dell’Ersyr e, insieme a loro, l’uomo travestito da ambasciatore del re Jantar e della regina Saiyma. Chassar uq-Ispad, colui che l’aveva condotta a Inys.”

Ead dovrà mantenere sempre la guardia alzata. Il pericolo è ovunque nel palazzo, ogni persona potrebbe essere un sospettato, a parte gli amici fidati, gli altri membri della corte avrebbero tutte le ragioni per togliere di mezzo Sabran, ottenendo così il potere e la corona. Giocherà d’astuzia, in modo da non farsi uccidere per alto tradimento.

“Chassar aveva creato il personaggio di Ead Duryan, e lei l’aveva interpretato così bene che tutti ci avevano creduto. Per la prima volta comprese l’entità del proprio tradimento, la confusione in cui doveva aver gettato Sabran.”

Nella parte Orientale del reginato, troviamo invece una ragazza che sta per realizzare il suo più grande sogno; diventare un cavaliere di draghi. Il suo nome è Tané. Fin da piccola ha sempre voluto avere l’onore di cavalcare i grandi dei volanti. Se infatti in Occidente i draghi vengono visti come figure demoniache, in Oriente sono paragonabili a delle divinità.

“I draghi la osservavano. Si diceva fossero in grado di indovinare i segreti più reconditi dell’animo umano, poiché gli umani erano fatti d’acqua, e tutte le acque appartenevano a loro. E se avessero visto ciò che aveva fatto?”

Diventare un cavaliere di draghi, per Tané è molto importante; ha basato tutta sua esistenza in modo da raggiungere l’eccellenza nella lotta e nell’utilizzo di qualsiasi arma. Nella cerimonia della chiamata, gli aspiranti cavalieri avrebbero ottenuto il verdetto finale: sapere o no se la prova era stata superata, così da assere finalmente affiancati a un drago in carne e ossa.

«Suonano per la Cerimonia della Chiamata» spiegò la donna. «Gli allievi più anziani delle Case dell’Apprendimento hanno completato la loro istruzione e ora vengono selezionati per diventare savi o Guardiani dei Mari.»

Un profondo conflitto tra due grandi potenze: Occidente e Oriente. Unite da uno stesso destino. Sapranno unire le forze, per sconfiggere uno dei mostri più temibili dell’intera storia?

Due mondi, un solo vincitore.

Devo confidarvi che scrivere questa recensione, è tutto fuorché semplice. Cercherò di non anticiparvi nulla, nonostante ci sia tantissima carne sul fuoco. La Oscar Vault, da quello che sto constatando, effettua una buona pubblicità per quanto riguarda i propri romanzi. Conoscevo già questa casa editrice, ma avendo ripreso il genere da poco, solo ora capisco quante cose mi sia effettivamente persa in questi anni. Grazie quindi ad una vastissima catena di informazioni, sono arrivata a conoscere questa strabiliante autrice, Samantha Shannon. Non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine, perché una volta iniziato Il Priorato, non riuscirete più a staccarvene. Il mondo in cui ci catapulta la Shannon, è amplio e complesso; pieno di segreti e di complotti da smascherare. La complessità della storia è dettata dalla bravura dell’autrice nel mettere per iscritto il proprio ingegno. Sembra come se la Shannon, già a partire dal il primo capitolo, ci mettesse di fronte al fatto bello che compiuto. Una sorta di beffa positiva nei confronti del lettore, che appena entrato nella vicenda; si sente smarrito sotto ogni aspetto. La sensazione che ha scaturito in me è stata di puro sgomento. Non capivo cosa stesse succedendo, ero li che leggevo, ma nel mentre mi sembrava di essere distante anni luce, dallo svolgimento della narrazione. Se all’inizio ho riscontrato questa piccola difficoltà, in seguito sono riuscita a entrare nel cuore del Priorato, fino a non voler tornare più indietro. Ci sono state però delle parti che non mi hanno del tutto entusiasmata; come ad esempio la battaglia finale. Quella che doveva essere la scena madre, per me è stata svolta troppo frettolosamente. Avrei preferito di gran lunga leggere più capitoli in merito, per poter assaporare la tanta agoniata attesa del duello; scoprire chi l’avrebbe avuta vinta e chi invece non ce l’avrebbe fatta. Il modo in cui è stata descritta la lotta, lascia al lettore una confusione gigantesca, le scene non le ho apprese in pieno, sicuramente si è ripresa nel finale, però è veramente un peccato perché fino a quel momento, non avevo riscontrato nessun’altra problematica in precedenza. Perciò se devo dirla tutta, l’unica mancanza di questo intero volume, riguarda unicamente la parte finale del romanzo; il resto è perfetto così com’è.

La narrazione è in terza persona. La storia verrà narrata da più punti di vista e verranno alternati i capitoli tra Occidente e Oriente.

Quando ci sono troppi punti di vista, si rischia di non far comprendere a chi legge, qual è il protagonista che sta narrando in quell’istante la storia. In questo caso, il problema non si pone nemmeno, perché ogni capitolo è scandito in modo tale da far capire al lettore, qual è il personaggio che ha le redini in mano, a partire dalle prime righe nei vari paragrafi. Come vedrete dalla foto in alto, i narratori sono ben quattro: Ead, Tané, Loth e Roos. Due provenienti dall’Occidente (in realtà Ead è del Meridione, ma non dirò altro), e due dall’Oriente (Roos è occidentale, ma anche qui non posso svelarvi nulla). Nonostante il cambiamento repentino, mi è risultato semplice immergermi nella storia dopo averci preso un po’ la mano; è stato davvero affascinante riuscire a comprendere questi quattro personaggi, diversissimi tra loro ma tutti ben articolati e con precise caratterizzazioni.

Riguardo l’ambientazione l’ho trovata ben curata, a parte il diverbio tra le due parti del mondo; vi sono numerose casate che rendono ancora più complicata la storia.

Regno di Hróth: Il ruggito di Hraustr rimbomba tra i ghiacci. Nelle notti d’argento echeggia il richiamo dei Lupi Squoiati.

Libero stato di Mentendon: Ode agli indomiti figli di Brygstad: lungo è il cammino della conoscenza, saggio il viandante che lo percorre.

Reginato di Inys: I germogli del seme di Berethnet crescono splendidi e forti; la salvezza è nel sangue delle figlie del Santo, nel sodalizio tra spada e corona.

Ersyr: Sulle sabbie dorate il vento mormora Sogni Irrequieti. Pace attende chi presta orecchio al Cantore dell’Alba.

Regno draconico di Yscalin: Un re che non muore e non può dirsi vivo, l’ombra tetra di un’ala che si allunga su campi di lavanda in fiamme.

Seiiki: Nebbia confusa con fumi d’incenso, un incresparsi nella seta del mare ed ecco, fulmineo,l’antico guardiano si tuffa nell’aria.

Dominio di Lasia: Oltre le fronde di un’antica foresta si schiude il mistero della Valle di Sangue. Lo proteggono maghe vermiglie, incantesimi di terra e fuoco.

Impero dei dodici laghi: Sotto le cime dei signori della Notte Calante brillano dodici frammenti di cielo. Chi li governa è Eterno, il suo destino trapunto di stelle.

I personaggi: vi dirò in caratteri molto generali quali mi sono piaciuti di più e perché. Le due che ho adorato e che riempiono un piccolo posticino nel mio cuore sono: Tané e Ead. Seppur appartenenti alle due estremità del Reginato, hanno un carattere simile. Entrambe cercano di fare la cosa giusta, senza recare danni agli altri personaggi. Sono due guerriere, che sanno difendersi da sole; senza l’arrivo di nessun principe azzurro. La vita con loro è stata dura, però grazie all’amore delle persone; riusciranno a rendersi conto che oltre ai pugnali, si può usare anche il cuore. Hanno un carattere riflessivo e cercano di avere sotto controllo ogni tipo di situazione, anche se spesso la paura cerca di impossessarsi di loro. Sabran Nona l’ho trovata adatta come regina. Alle volte, come capita a tutti, prevale la propria insicurezza; ma basta poco per farla ritornare nei suoi panni di sovrana. Ama il suo popolo ed è disposta a tutto per salvarlo dal Senza Nome. Vi chiederete il perché durante la recensione ho sempre utilizzato la parola: Reginato. Ebbene ha un significato davvero molto bello, a mio avviso. Leggendo mi sono accorta che il romanzo si incentra sul ruolo della figura femminile. Sì, ci sono personaggi e narratori maschili, però il ruolo della donna prevale fino al diventarne l’epicentro. Una delle credenze popolari, è che per sconfiggere il grande Wyrm, ogni regina di Inys deve mettere al mondo una bambina. Anche qui si vanno a rompere tutte le regole che abbiamo studiato fin’ora. Come purtroppo sappiamo, solitamente un regno veniva ceduto al primogenito maschio. Qui la Shannon ribalta la situazione, infatti il regno viene tramandato nelle mani di innumerevoli regine, tutte infatti danno alla luce delle bambine; lodate dal popolo come discendenti indiscusse del santo. Le donne durante il libro, svolgeranno tutte dei ruoli cruciali. Bisogna quindi ringraziare come ho detto all’inizio Benedetta Gallo, per aver inventato questa bellissima parola, capace di esprimere un qualcosa che prima non esisteva nemmeno. Ci sono tantissimi personaggi che mi hanno colpito, ma ve ne sono talmente tanti che diventa davvero difficoltoso sceglierne qualcuno. Altra cosa che personalmente mi ha mandato in escandescenza, è che per la prima volta (almeno per me), troviamo dei draghi che parlano. Comunicano con gli umani tramite la forza della mente, e per me è stato davvero emozionante leggere in parte, anche i loro pensieri. Sì nota la passione della Shannon per le figure mitologiche; le ha scelte con molta accuratezza, descrivendole magnificamente. Troverete ad esempio:

Coccatrici: Figure draconiche aventi la testa di un uccello, il corpo di una viverna e la coda di una lucertola.

Viverne: Simili ai draghi, ma molto più piccole.

Draghi: Provengono dall’impero dei dodici laghi, non tutti sono alati; alcuni sul cranio hanno un organo chiamato “corona”, che gli consente di volare. A differenza dei Wyrm, sputano acqua. Si vocifera che tanti anni prima i Draghi, potevano cambiare forma e dimensione, a loro piacimento.

Wyrm: Muso di un drago con il corpo serpentiforme. La maggior parte delle volte i Wyrm sono tutti alati, e sputano fuoco dalle loro bocche.

Ora tocca alla copertina: penso che sarete d’accordo con la sottoscritta, nel dire che questa è una delle copertine più belle mai realizzate sulla faccia della terra. Spettacolare è riduttivo, visto con quanta accuratezza sono state realizzate le varie parti. Dal d’avanti alla quarta di copertina. Il bello però arriva nella sopraccopèrta, dove troverete la mappa del Reginato. Il bellissimo Wyrm in bella vista e il segnalibro, sono le altre chicce che la Oscar Vaul ha realizzato per accontentare le manie di noi poveri lettori.

Concludo con il consigliarvi questa lettura, perché dovete per forza conoscere questa storia in tutte le sue sfumature.

Vi lascio il link per l’eBook.

Alla prossima! ❤

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